RetinaScope news

Espandere l’accesso alla salute oculare in Italia
Siamo entusiasti di annunciare l’avvio di un progetto pilota commerciale in Italia per testare nuovi metodi di screening delle malattie oculari utilizzando la tecnologia di imaging fundus — direttamente presso lo studio del medico di famiglia e nelle farmacie locali.
Questa iniziativa è una collaborazione tra Emtesys, un importante fornitore italiano di soluzioni sanitarie digitali, e RetinaScope, un'azienda focalizzata nel rendere lo screening retinico più accessibile grazie a fotocamere fundus intelligenti e facili da usare, abbinate a soluzioni software.
L'obiettivo: esplorare modelli scalabili per la rilevazione precoce di patologie come la retinopatia diabetica e la degenerazione maculare — senza richiedere una visita specialistica.
Il progetto pilota valuterà:
- I flussi di lavoro clinici negli studi di medicina generale e nelle farmacie
- L’esperienza d’uso da parte di operatori non specialisti
- La fattibilità commerciale e l’adozione da parte dei pazienti
Informazioni sui partner:
- Emtesys integra strumenti sanitari digitali all’avanguardia nella pratica clinica, con una solida esperienza nella telemedicina e nell’innovazione diagnostica.
- RetinaScope sviluppa fotocamere fundus compatte e pronte per l’uso con l’intelligenza artificiale, progettate per un impiego semplice nella medicina generale, nella sanità al dettaglio e nello screening comunitario.
Non vediamo l’ora di condividere i risultati di questo progetto pilota mentre ci muoviamo verso un’assistenza oculistica più equa e preventiva in tutta Europa.

RetinaScope in viaggio
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Screening retinico da parte dei medici di base
Lo screening della retina nei pazienti diabetici per individuare segni di retinopatia diabetica potrebbe essere molto più semplice, rapido ed economico se i medici di base potessero utilizzare una fotocamera digitale a basso costo e facile da usare, una piattaforma di servizi e algoritmi basati sull’intelligenza artificiale.
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Ulteriori informazione
Per sviluppare e testare un tale servizio, le aziende Eyehelp, RetinaScope e Deepdee hanno avviato un progetto congiunto per migliorare il percorso di cura oculistica nella retinopatia diabetica, sviluppando una piattaforma per medici di base, pazienti, oculisti e optometristi. Eyehelp si occupa dello sviluppo del software destinato ai medici di base e della fase di test del servizio. RetinaScope fornirà le fotocamere digitali per la retina. DeepDee sta sviluppando algoritmi di intelligenza artificiale basati sul machine learning per supportare l’analisi delle immagini e la diagnosi.
L’obiettivo del progetto è ridurre tempi e costi per i pazienti, aiutare i medici di base a migliorare la gestione del diabete e abbattere le liste d’attesa per gli specialisti in oftalmologia.
Il progetto è sostenuto da un finanziamento per R&S MIT della Provincia dell’Olanda-Norte.
Dispositivo pionieristico in grado di acquisire immagini 3D per rilevare malattie oculari
I pazienti affetti da condizioni come il glaucoma — la terza causa più comune di compromissione visiva a livello globale, con una stima di 7,7 milioni di persone colpite — vengono spesso diagnosticati da specialisti altamente qualificati, che analizzano fotografie e forniscono una valutazione soggettiva della struttura tridimensionale della parte posteriore dell’occhio.
La prototipazione iniziale è stata finanziata dall’Engineering and Physics Research Council, parte di UK Research & Innovation. Il prossimo passo è rendere questa tecnologia disponibile alla comunità medica, e l’Università ha avviato una collaborazione con RetinaScope/IDCP, un gruppo di innovazione digitale, per trasformarla in un prodotto medico.

Il dispositivo, sviluppato da ricercatori dell'Università di Strathclyde, acquisisce immagini 3D della retina, della parte posteriore dell’occhio e della cornea, e può essere aggiunto a basso costo a una lampada a fessura, uno strumento comunemente utilizzato dagli optometristi.
I pazienti affetti da condizioni come il glaucoma — la terza causa più comune di disabilità visiva a livello globale, con una stima di 7,7 milioni di persone colpite — vengono spesso diagnosticati da specialisti altamente qualificati, che analizzano fotografie e forniscono un'opinione soggettiva sulla struttura 3D della parte posteriore dell’occhio.
Sebbene esistano strumenti per l'imaging 3D, inclusa la tecnologia della Tomografia Ottica a Coerenza (OCT), questi dispositivi possono costare fino a £100.000, risultando spesso troppo costosi per l’uso su larga scala, specialmente nei paesi a basso reddito.
Tuttavia, gli optometristi in tutto il mondo hanno accesso alle lampade a fessura. La nuova tecnologia è un’aggiunta semplice ed economica a una lampada standard, e può estendere l’imaging oculare 3D a tutti i contesti in cui operano gli optometristi. È così semplice che una versione modificata della tecnologia consente potenzialmente la creazione di ‘selfie’ retinici 3D senza operatore, rendendone possibile l’uso anche in ambienti non assistiti, come le farmacie.
La tecnologia può anche essere utilizzata per acquisire immagini della parte anteriore dell’occhio, importante per i pazienti sottoposti a trapianto di cornea, poiché molte macchine non riescono a misurare il bordo della cornea. Il dispositivo è stato sviluppato dal Dr Mario Giardini, dal Dr Ian Coghill e da Kirsty Jordan del Dipartimento di Ingegneria Biomedica dell'Università di Strathclyde.
Il Dr Giardini ha dichiarato: “I pazienti possono essere esaminati facilmente ed economicamente, senza la necessità della presenza di uno specialista. Il nostro dispositivo acquisisce immagini 3D in modo affidabile, ed è comodo e rapido, in meno di un secondo.”
“La tecnologia ha il potenziale per rivoluzionare lo screening e il follow-up comunitario di condizioni come il glaucoma, poiché qualsiasi optometrista, ovunque nel mondo, potrebbe permettersela. Questo lavoro rende la diagnostica oculare più accessibile, riducendo le disuguaglianze.” Il Dr Iain Livingstone, oftalmologo consulente presso il NHS Forth Valley, che ha collaborato con il Dr Giardini su progetti oftalmologici precedenti, ha aggiunto: “Gran parte del nostro lavoro come medici oculisti si basa sulla visione in 3D. Sebbene le fotografie possano essere utili, questa innovazione utilizza la luce visibile per ricreare una rappresentazione 3D ad alta fedeltà delle strutture oculari, permettendo misurazioni precise in un modo completamente nuovo, sfruttando il metodo d’esame che utilizziamo già di routine.
“È un’aggiunta cruciale al modo in cui interpretiamo le informazioni, sfruttando il digitale per ottenere molto di più da un esame con lampada a fessura, con un potenziale che va ben oltre l’ospedale, verso l’optometria di comunità, portando strumenti di misurazione sofisticati più vicino ai pazienti.” I ricercatori sperano anche che possa essere utilizzato in futuro per rilevare il cancro oculare, e il Dr Livingstone ha aggiunto: “Questa aggiunta trasforma una lampada a fessura in uno ‘scanner oculare 3D’, con il potenziale di sostituire l’ecografia oculare per la misurazione di tumori solidi dell’occhio.”
La prototipazione iniziale è stata finanziata dall’Engineering and Physics Research Council, parte di UK Research & Innovation. Il prossimo passo è ora rendere la tecnologia disponibile alla comunità medica, e l’Università ha stretto una collaborazione con IDCP, un gruppo di innovazione digitale, per trasformarla in un prodotto medico.
Il CEO del gruppo IDCP, Jan Boers, ha dichiarato: “Collaborare con l’Università di Strathclyde allo sviluppo di nuove tecnologie per lo screening oculare è stato estremamente produttivo, e questo sviluppo rappresenterà un passo significativo verso soluzioni diagnostiche oculari più accurate, accessibili ed economiche a livello globale. È un'aggiunta importante alle nostre attività nel campo dello screening visivo con RetinaScope e IDCP Scotland.”
Jamie Thomson, Direttore Generale di IDCP Scotland, che ha ricevuto supporto dall’agenzia nazionale scozzese per lo sviluppo economico, Scottish Enterprise, con una sovvenzione SMART di £85.000, ha dichiarato: “Essendo un ex studente dell’Università di Strathclyde, sono particolarmente orgoglioso di lavorare a stretto contatto con il team che sta contribuendo allo sviluppo di questa tecnologia, che ha il potenziale di migliorare la qualità delle cure per i pazienti e si inserisce pienamente nell’obiettivo chiave di IDCP Scotland di rivoluzionare l’assistenza oftalmologica.”
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